
Non prevarranno è per i credenti in Cristo una certezza: è Gesù stesso che ce l’ha assicurato. Ma la saggezza popolare, intrisa di altrettanto popolare religiosità, da sempre ci tramanda una esortazione che solo apparentemente devia da tale certezza: Aiutati che Dio ti aiuta. Cioè a dire: il non lasciarsi travolgere dalla paura dei tempi e dalle difficoltà del cammino non deve tuttavia trasformarsi in fatalismo rassegnato scandito dal succeda quel che succeda. Alla Fede dobbiamo unire l’impegno personale, di azione oltre che di preghiera, da contrapporre a chi vuole prevalere osteggiando la religione Cattolica, cioè la volontà rivelata di Dio. Siamo chiamati, insomma, come dice S. Paolo, a combattere la buona battaglia.Questo blog, pertanto, vuole proporsi come una piazza virtuale (vedi apposita sezione) dove si ritrovano i credenti ordinati e non ordinati (ma non per questo disordinati) che hanno in uggia il concetto corrente e inquinato di “laicità” ormai più sinonimo di ateismo che non significante in proprio.
il crollo del comunismo come sistema, ultimo dei tre totalitarismi anticristiani del secolo scorso che hanno deificato lo Stato, se da un lato ha significato l’accantonamento della dottrina marxista, non ha tuttavia segnato la fine dell’ateismo militante. Che, in un’epoca come l’attuale in cui s’impone di attenuare la crudezza dei termini, diviene appunto laicismo, quasi sempre con forte inflessione anticlericale, se non antireligiosa. Alimentare e favorire il libero dibattito su temi inerenti la Fede cattolica, la sua professione e la sua testimonianza nella odierna società e cultura italiana ed europea, contrastando con intransigenza questo osservante anticlericalismo non di rado desideroso di transitare verso il neopaganesimo, ci pare cosa buona e giusta. Non perde infatti né di attualità, né di veridicità quanto scriveva nel 1938 Don Luigi Sturzo in Politica e Morale: “Nel pensiero dei padri come nella tradizione cristiana, Roma era stata preparata dalla Provvidenza per essere centro della chiesa e per agevolare, con l’unificazione politica del mondo conosciuto, la predicazione del Vangelo. E’ servita, cioè, ai piani provvidenziali come centro e sede del papato, attraverso le vicende storiche della sua esistenza, grandezza, decadenza, trasformazione. La barca di S. Pietro voga sul mare: oggi sereno e domani tempesta. Non sappiamo nulla di quel che sarà di qui a cento o mille o duemila anni: solo sappiamo che il papato sopravviverà a tutti i possibili cataclismi umani”. L’autore Sergio Angeli, classe 1946, pubblicista (tessera n. 091607 dell’Ordine; ammesso e non concesso che significhi qualcosa). Aforista (vedi sezione Angelici Aforismi) .
Praticare l’aforisma significa esprimere un’opinione impiegando il minor numero di parole possibile; e mixando i toni ora dell’umorismo, ora della satira, ora del sarcasmo; sempre nell’ottica del castigat ridendo mores. Il che non toglie che si conceda anche qualche opinione un po’ più corposa (vedi sezioni Angeli Incustoditi e Lettere Aperte). Non si definirebbe però mai opinionista, perché suona pomposo. Da sempre ammirato dei doppi nomi, almeno quanto irritato dalla insistente e reiterata militanza anticlericale che tanti progressisti ostentano, spesso rafforzata se non dal silenzio-assenso, certamente dal silenzioso dissenso di tanti cattolici, ha deciso di porre rimedio all’innocente avarizia dei propri genitori attribuendosi il secondo nome di Guelfo. Il che, dato per assunto che in nomen est omen, dovrebbe dirla lunga sui suoi intendimenti. In estrema sintesi: fare, mediante questo sito, per la propria cattolicità quello che, per un corretto e amorevole accudimento delle proprie cose preziose, nelle case patrizie si è sempre fatto per gli argenti, e nelle case contadine per gli ottoni e i rami: rimuovere la patina opaca dell'ossidazione per renderli lucenti.
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