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Crucifobia PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Angeli   
giovedì 19 novembre 2009

La recente sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo contro i crocifissi nelle aule scolastiche non è che l’ennesimo, e apparentemente più altolocato, tassello di una vera e propria crucifobia che, in termini di ossessività, supera la pur preoccupante omofobia; anche se vi sarà chi, per animosità agonistica, vorrà assegnare il primato della vittimizzazione a questa piuttosto che a quella. Fingendo ovviamente di ignorare che molti di coloro che si dichiarano vittime della omofobia si arruolano volentieri nelle schiere della crucifobia. Di modo che, nella generale confusione di sensibilità, da quella concettuale ne deriva una terminologica: per cui l’atteggiamento in atto, più o meno strisciante, può dirsi una crociata anti croce.

Ma torniamo al punto cruciale (sic!), cioè quello della potenziale offesa alla sensibilità altrui che ha giustificato la sentenza.

Credo si sia del tutto legittimati nel leggere anche questo episodio nell’ottica di quel lento, perenne movimento di avversione, se non ostilità, non tanto alla religione, quanto alla Chiesa cattolica che la maggior parte dei non credenti, o laici come amano definirsi, ritiene soltanto un centro di potere. Tant’è che diversi opinionisti di tale impostazione hanno voluto vedere nella difesa dell’apposizione del crocifisso da parte della gerarchia ecclesiastica una pura e semplice affermazione di potere. Come a dire che, attraverso il simbolo della croce, la chiesa intende continuare, quantomeno in Italia, quel potere temporale che ha perduto.

Una lettura non tanto miope, quanto in malafede.

Che il crocefisso sia da noi, e non solo, un simbolo culturale è talmente evidente che non metterebbe neppure conto parlarne.

Se così non fosse come si spiegherebbe l’utilizzo di questo segno nei cimiteri? Una visita ai cimiteri della seconda guerra mondiale, in particolare quelli alleati, è molto istruttiva al riguardo. Essi non sono che una distesa ordinata di candide croci con un nome e due date.

Dovremmo dedurre che quei giovani caduti erano tutti di religione cristiana? Sappiamo bene che non è così. Soprattutto fra gli alleati vi erano uomini di religioni e culture diverse. E basta a convincere scorrerne lentamente i nomi. Ciononostante sono tutti radunati sotto il segno della croce.

Forse che quelle croci sono state imposte dalla Chiesa cattolica?

Che fare dunque di quelle croci. Le togliamo tutte sostituendole con un sasso?

E che dire delle varie Croci Rosse, Verdi, Azzurre prese a simbolo della varie laicissime organizzazione di volontariato assistenziale e sanitario e stampigliate sulle tante autoambulanze che percorrono le nostre città.

Sull’onda montante della crucifobia cambiamo anche questi simboli, per sostituirli magari con un rombo o altra figura geometrica?

Perché attenzione: se si inizia con la eliminazione dei simboli, si deve avere il coraggio di andare fino in fondo.

Quindi espungere dal nostro lessico quotidiano tutte le parole che originano dalla croce: da cruciverba a cruciale, passando da punto a croce, per non parlare di locuzioni quali testa o croce; occhio e croce; farci una croce sopra; ognuno ha la sua croce; gettare la croce addosso; croce e delizia; e via dicendo.

E se c’è un fattore culturale per eccellenza, questo è il linguaggio.

Ragion per cui, a meno di non voler assegnare una valenza simbolica esclusiva all’oggetto, piuttosto che alla parola “croce”, non può negarsi il suo carattere culturale e non solo religioso.

Ne discende che i figli adolescenti della ricorrente signora Soile Laursi, potrebbero essere altrettanto turbati dalla croce dipinta sull’autoambulanza che vedono sfrecciare o dall’invito di coetanei a fare “testa o croce” per decidere a chi spetti il calcio d’inizio, quanto dal vedere, alzando gli occhi dal libro di testo,  il crocifisso appeso alla parete della classe.

A meno che non dei potenziali turbamenti dei figli si tratti, ma, come si diceva, di tutt’altra preoccupazione. 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 novembre 2009 )
 
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